La Pianta di Liquirizia

Le caratteristiche della pianta di liquirizia

Nome botanico: Glycyrrhiza, “radice dolce” dal greco glykýs, dolce e rhiza che significa radice.

La pianta: la liquirizia è una pianta erbacea perenne, appartiene alla famiglia delle Papilionacee, o altrimenti dette Leguminose in quanto il loro frutto è un legume costituito da due valve riunite insieme per gli orli.

La pianta arriva ad un metro di altezza, è un arbusto perenne dalla base legnosa, ha portamento cespuglioso, provvista di radici fittonanti e di lunghi stoloni serpeggianti che si diffondono nel terreno.

Gli stoloni sono rami che crescono strisciando sul suolo o più spesso si interrano ed emettono radici dai nodi per originare poi nuove piante.


Specie: esistono diverse specie, la più dolce e apprezzata è la Glicirrizina glabra. Essa è anche quella più diffusa in Calabria, dove è nota col nome di «Cordara» per l’aspetto del suo apparato radicale che richiama un intreccio disordinato di corde.

 

Componenti: la liquirizia contiene diverse sostanze attive tra cui:

  • Saponine. Tra le quali troviamo la Glicirrizina, che conferisce alla liquirizia l’aroma e il gusto caratteristici, tuttavia questa, se assunta in elevate quantità e per un periodo lungo, può modificare il metabolismo dei carboidrati e dei minerali e provocare ritenzione idrica e ipertensione.

  • Flavonoidi: tra cui liqueritigenina e isoliquiritigenina.

  • Vitamine del gruppo B, zuccheri e resine.

Liquirizia: la pianta dai mille usi ...

Fin dall'antichità la liquirizia veniva impiegata in diverse occasioni:

i medici cinesi la prescrivevano per curare la tosse e i disturbi del fegato; nella medicina tibetana il miscuglio di sale ed altre erbe tra cui la liquirizia era considerato un “elisir di lunga vita”; gli sciiti la usavano per contrastare la sete; in India la utilizzavano in chirurgia per l’attecchimento dei tessuti e la cicatrizzazione delle ferite. Per Greci e Romani aveva proprietà emollienti, espettoranti, antisettiche e antispastiche.